Accettazione Eredità

Il tema della successione è molto importante nel campo della finanza, perché è fondamentale avere il polso della situazione per tutto ciò che riguarda il nostro patrimonio, anche oltre la vita.

Nel momento in cui una persona cara viene a mancare, è facile non essere lucidi, perché il dolore prende il sopravvento. Per questo ritengo che sia molto importante essere preparati a tutto e conoscere almeno a grandi linee come funziona l’accettazione dell’eredità.

L’accettazione dell’eredità è il processo legale attraverso cui una persona accetta formalmente di diventare l’erede di un defunto. Ci sono diverse modalità attraverso le quali si può accettare un’eredità, e le scelte fatte possono avere implicazioni significative per l’erede.

Pertanto, è fondamentale comprendere i diversi modi in cui l’accettazione di un’eredità può avvenire.
Approfondiamo il tema.

Cosa succede quando si apre la successione

Il momento dell’apertura della successione può essere molto delicato. In questa fase, si procede alla liquidazione del patrimonio del defunto e alla sua distribuzione tra gli eredi.

Questo processo avviene in base alle disposizioni testamentarie presenti o, in mancanza di queste, secondo la legge. La procedura può essere avviata dagli eredi o tramite un’istanza presentata alla cancelleria del tribunale.

Come prima cosa, è necessario individuare e catalogare tutti i beni di cui il defunto era titolare. Questi beni possono includere immobili, conti correnti bancari, investimenti, titoli azionari, veicoli, gioielli e altri beni di valore.

Gli eredi devono quindi valutare tali beni e determinare il loro valore di mercato al fine di calcolare la quota spettante a ciascuno di loro.

Successivamente, sarà necessario identificare e liquidare tutti i debiti del defunto. Ciò include eventuali mutui, prestiti, carte di credito e altre obbligazioni finanziarie che il defunto aveva al momento della sua morte.

Gli eredi sono responsabili del pagamento di questi debiti utilizzando il patrimonio dell’eredità. Nel caso in cui questo non sia sufficiente per coprire tutti i debiti, gli eredi potrebbero essere tenuti a contribuire proporzionalmente alla somma mancante.

Dopo aver liquidato i debiti, gli eredi possono procedere con la distribuzione del patrimonio secondo le disposizioni testamentarie o secondo la legge.

Accettare l’eredità

Non è raro che un erede scelga di rifiutare l’eredità per evitare di pagare i debiti di tasca propria, quando i beni del defunto non sono sufficienti a coprirli.

Quando però l’intenzione è quella di accettare l’eredità, ci si addentra in un territorio impervio, fatto di leggi, tasse e interminabili appuntamenti dal notaio.

Si tratta di aggiungere un impegno piuttosto gravoso al dolore della perdita, ed è bene arrivare preparato a tutto ciò che ti aspetta, in modo da non farti prendere in contropiede sul momento.

I termini per l’accettazione di un’eredità ammontano a dieci anni dalla dipartita, ma la dichiarazione di successione deve avvenire entro 12 mesi.

Nel caso in cui ci siano parti interessate dal punto di vista economico all’accettazione dell’eredità, come ad esempio creditori che vogliono riscuotere, è possibile che chiedano un termine più breve al tribunale.

Quando si decide di accettare un’eredità, lo si può fare in diverse modalità:

  • accettazione tacita o accettazione espressa;
  • accettazione con beneficio di inventario.

Accettazione dell’eredità espressa o tacita

L’accettazione espressa si verifica quando l’erede manifesta in modo inequivocabile la volontà di accettare l’eredità. Questa manifestazione può avvenire sia in forma orale che scritta e, in alcuni casi, può richiedere l’intervento di un notaio.

Ad esempio, l’erede può presentare una dichiarazione scritta di accettazione oppure recarsi personalmente dal notaio per redigere un atto di accettazione. L’accettazione espressa è la forma più sicura, perché dimostra in modo chiaro e inequivocabile l’intenzione di accettare l’eredità.

L’accettazione dell’eredità può anche avvenire in maniera tacita. Questo accade quando l’erede compie atti che implicano la volontà di accettare l’eredità e che sono incompatibili con la volontà di rinunciarvi.

Ad esempio, se l’erede inizia a utilizzare i beni ereditari come se fossero di sua proprietà o compie atti di amministrazione dell’eredità, si considera che abbia accettato l’eredità tacitamente.

Inoltre, se l’erede non manifesta la sua volontà di rinunciare all’eredità entro i termini stabiliti dalla legge, questa viene considerata tacitamente accettata.

Accettazione con beneficio d’inventario

L’accettazione con beneficio di inventario è un caso particolare, che si distingue dall’accettazione pura e semplice, perché l’erede richiede espressamente che il proprio patrimonio e quello del de cuius restino separati.

Si ricorre a questa modalità quando si ha il dubbio che l’ammontare dei beni ereditari non sia abbastanza per coprire gli eventuali debiti del defunto, e l’erede non voglia prendersi la responsabilità di coprire con il proprio patrimonio personale la somma mancante.

Nel caso dei minorenni, dei soggetti incapaci e delle persone giuridiche, questa opzione è obbligatoria, per una maggiore tutela.

Attenzione però: nel caso in cui l’erede ometta beni che fanno parte dell’eredità dall’inventario o ne venda alcuni senza l’autorizzazione del giudice, il beneficio di inventario decade.

Quando è possibile rinunciare all’eredità

È possibile rinunciare all’eredità entro tre mesi per chi è nel possesso dei beni ed entro dieci anni per chi non lo è. A differenza dell’accettazione, che può essere tacita, la rinuncia deve necessariamente essere espressa, presso il notaio o il Cancelliere del Tribunale.

Finché l’eredità non è stata acquisita da altri eredi, la rinuncia è revocabile, ma decade nel caso in cui il rinunciatario sottragga beni che fanno parte dell’eredità.

I motivi che portano a rinunciare all’eredità solitamente sono l’ammontare dei debiti e i costi elevati della successione, mentre non è possibile rinunciare in modo condizionato, per esempio in favore solamente di alcuni eredi.

I costi dell’accettazione dell’eredità

Accettare un’eredità può sembrare una decisione semplice, ma è importante considerare attentamente i costi associati.

In primo luogo, bisogna tenere conto delle spese legali. Per accettare legalmente un’eredità, è necessario nominare un notaio o un avvocato che si occuperà della successione. Questo comporta dei costi in termini di onorari professionali.

Inoltre, potrebbe essere necessario pagare delle tasse di successione. Il valore dell’eredità determinerà l’entità di queste tasse, che possono raggiungere cifre considerevoli.

Oltre a ciò, bisogna considerare le spese per la registrazione dell’eredità presso il Registro delle Successioni. Anche questa procedura ha dei costi associati, che potrebbero variare a seconda dell’entità del patrimonio da liquidare.

Nel caso in cui si scelga di accettare con beneficio di inventario, il costo del notaio può diventare consistente, perché dipende dall’ammontare dei beni da mettere a verbale.

Cosa succede quando accetti un’eredità

Quando lo mostrano nei film sembra tutto molto semplice, ma la realtà è che la successione è una materia complessa, e molte persone si trovano spiazzate, al momento di affrontarla.

Del resto, ripercorrere tutta la vita di una persona e catalogare i suoi beni può non essere semplice, e nel caso di proprietà sparse in giro per il mondo, può rivelarsi oltremodo complesso.

Quello che puoi fare dal canto tuo è conoscere al meglio la materia, per non farti cogliere impreparato nel caso in cui fossi chiamato all’eredità, e avere un inventario dettagliato dei beni di tua proprietà, in modo da semplificare il più possibile la vita ai tuoi eredi, in un futuro molto lontano.

Se stai costruendo il tuo patrimonio e desideri la consulenza di un esperto, contattami e raccontami i tuoi progetti per il futuro.