È un rapporto di amore e odio quello tra i risparmiatori italiani e i Buoni Fruttiferi Postali (Bfp). Anche nell’ultimo anno sono stati sottoscritti Buoni per svariati miliardi anche se i rendimenti siano ormai prossimi allo zero. Il risparmio postale continua quindi a riscuotere un notevole successo tra le famiglie italiane.

Se i rendimenti offerti dai Buoni di nuova emissione sono ormai da anni ridotti al lumicino, quelli di vecchia data invece non di rado sono fonte di contestazione nel momento in cui il sottoscrittore chiede il rimborso e “scopre” che in realtà allo sportello gli riconoscono un importo decurtato, a volte anche dimezzato, rispetto al valore atteso.

Le controversie più diffuse riguardano in primis il taglio, anche retroattivo dei rendimenti, oppure la prescrizione dei Bfp o ancora il diniego di Poste di rimborsare il valore del Buono al singolo contitolare.

Dall’inizio di quest’anno, Poste Italiane ha iniziato a disattendere le pronunce dell’Abf (Arbitro Bancario Finanziario), come emerge dalla lista nera pubblicata sul sito dell’Arbitro con gli intermediari inadempienti.

Tra pronunciamenti, decreti ingiuntivi, ordinanze decisorie e interlocutorie e definitive sentenze, lo scontro tra Poste Italiane e Abf è in atto e l’esito delle controversie non è ancora così scontato.

Quindi per i possessori di vecchi Buoni Fruttiferi Postali è il caso di iniziare a documentarsi ed eventualmente affidarsi ad un professionista, per recuperare la cifra intera.