Crisi Impresa

Con il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D. Lgs. 14/2019) il legislatore richiede a ogni azienda di adottare un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile in grado di intercettare il prima possibile i segnali di una crisi.

Questo cambiamento della cultura aziendale rappresenta una grande opportunità per gli imprenditori e la crescita delle loro attività. I benefici infatti sono evidenti in termini di gestione e performance aziendali, le quali non possono più essere analizzate su dati consuntivi ma pianificate nell’andamento futuro. I risultati ottenuti nel recente passato e gli indici di bilancio storici sono certamente un valido indicatore della salute dell’azienda ma non sono sufficienti.

L’adempimento della parte organizzativa richiede la definizione di un organigramma e un mansionario delle risorse, mentre per quanto riguarda la parte amministrativa e contabile è necessaria una pianificazione ed un costante controllo economico-finanziario-patrimoniale. Oltre alla contabilità ordinaria, l’imprenditore è ora responsabile della costruzione di una previsione (budget) economica-finanziaria-patrimoniale a 12 mesi e di un’altra previsione almeno a 6 mesi dei flussi finanziari.

Attraverso un monitoraggio periodico (report mensili) si mettono a confronto i dati di budget con i dati effettivi, dando evidenza degli scostamenti. Durante l’anno, nei bilanci periodici, si verificano quindi gli eventuali squilibri, analizzando gli indicatori descritti nella normativa.

Quali sono gli indicatori più importanti da monitorare?

Innanzitutto, il patrimonio netto dell’azienda, che deve sempre risultare positivo al momento della rilevazione e quanto meno per i successivi 6 mesi, e il cosiddetto DSCR (Debt Service Coverage Ratio) ovvero il rapporto che misura la capacità dell’azienda di far fronte, con la propria liquidità, alle uscite di cassa per almeno i 6 mesi successivi. Il DSCR deve sempre essere maggiore di 1 perché la capacità di onorare i pagamenti è fondamentale per scongiurare un’ipotesi di crisi.

Importante è anche verificare se ci siano reiterati e significativi ritardi nei pagamenti e anomalie nella retribuzione di salari e debiti verso fornitori.

Ad ogni modo, l’aspetto di assoluta novità dell’impianto normativo risiede nella prevenzione. Patrimonio netto e DSCR prospettici non si calcolano senza efficaci strumenti di pianificazione e controllo economico-finanziario-patrimoniale.

Ai nostri tempi parlare di pianificazione sembra quasi anacronistico data l’incertezza causata dai risvolti della pandemia. È bene allora evidenziare che la pianificazione deve essere dinamica. Non è sufficiente pianificare solo all’inizio dell’anno. Spesso, infatti, – e quest’anno ne è l’esempio più eclatante – variabili esterne, più o meno rilevanti, impattano nel bene o nel male sulla gestione e sulle performance di un’azienda. La pianificazione deve quindi adattarsi alle mutate condizioni in modo da riflettere le ragionevoli aspettative economiche, finanziarie e patrimoniali.

Un assetto amministrativo e contabile è, in definitiva, adeguato quando si compone di un sistema di pianificazione efficiente e dinamico in grado di mettere costantemente a raffronto le aspettative con i dati reali e “proiettare in avanti” le performance di business per almeno 6 mesi.

 

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