Investire In BOT

Nel mondo degli investimenti, si sente spesso parlare di BOT: una sorta di rendita sicura, a breve termine, per investitori che non amano rischiare troppo.

Come sempre, prendi con le pinze l’espressione “sicuro”, quando ci si riferisce a un investimento, perché, come saprai se mi segui da un po’, qualsiasi investimento porta con sé una dose di rischio, alta o bassa che sia.

Investire in BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) è una delle forme più comuni di investimento a breve termine in Italia.

Si tratta di titoli di debito emessi dal Tesoro italiano che offrono agli investitori la possibilità di ottenere un rendimento fisso in un periodo di tempo relativamente breve, solitamente compreso tra tre e dodici mesi.

Esploriamo cosa significa investire in BOT, quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo tipo di investimento, e come è possibile acquistarli.

Se hai un profilo di rischio basso e un orizzonte temporale molto breve, i BOT potrebbero essere la scelta giusta per te.

Che cosa sono i BOT (Buoni Ordinari del Tesoro)

BOT sono titoli del debito pubblico italiano emessi dallo Stato con una scadenza massima di 12 mesi. Hanno un valore nominale di 1.000 euro e vengono rimborsati alla scadenza.

Ogni BOT emette una cedola che può essere pagata in euro o multipli. La sottoscrizione avviene tramite asta, in cui è possibile prenotare la quantità desiderata.

Il prezzo di acquisto è determinato dal prezzo di emissione calcolato come prezzo medio ponderato. Esistono anche BOT flessibili con scadenze diverse dai canonici 3, 6 o 12 mesi.

Per acquistare un BOT in asta è necessario prenotare la quantità desiderata presso un intermediario autorizzato entro il giorno lavorativo precedente all’asta stessa.
Il minimo di sottoscrizione è di 1.000 euro o multipli.

Procedure di acquisto e rimborsabilità dei BOT

I BOT possono essere acquistati tramite diverse modalità:

  • all’asta, durante la fase di emissione;
  • sul MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni) nel mercato secondario.

Le aste per i BOT semestrali e annuali si tengono mensilmente, alla fine e a metà del mese, mentre per i buoni flessibili e trimestrali, la frequenza delle aste è variabile.

La vendita avviene tramite aste competitive a cui possono partecipare solo intermediari autorizzati, come le banche. Durante l’asta, le offerte non vengono fatte in base al prezzo, ma al rendimento.

Ogni intermediario può presentare fino a 5 offerte, con la specifica dell’importo da sottoscrivere e il rendimento desiderato.

Differenza tra BOT e BTP

La differenza principale tra i Buoni del Tesoro e i Buoni del Tesoro Pluriennali (BTP) sta nel periodo di tempo in cui sono emessi.

I BOT hanno una scadenza di 12 mesi o più breve, mentre i BTP hanno una durata più estesa, che può essere compresa tra i 3 e i 30 anni.

I BTP sono uno strumento più adatto a finanziare progetti a lungo termine, e offrono guadagni solitamente superiori rispetto ai BOT.

Allo stesso tempo, comportano un rischio maggiore a causa dell’esposizione alle variazioni dei tassi di interesse a lungo termine.

Rischi e benefici nell’investire in BOT

I BOT possono presentare diversi vantaggi: la breve durata, la liquidità, la sicurezza e la facilità di calcolo.
L’aliquota della tassazione è agevolata e ammonta al 12,5%. Questo parametro si applica alla differenza tra il valore di rimborso e il prezzo di sottoscrizione.

Molti investitori considerano i titoli di Stato a breve termine come strumento di investimento a basso rischio. È possibile però prendere in considerazione questi titoli per costituire solo una parte del portafoglio complessivo, che come sempre consiglio di diversificare.

Nonostante la sicurezza offerta, i titoli di Stato a breve termine potrebbero generare un rendimento negativo e c’è il rischio che il valore di rimborso sia inferiore al prezzo di sottoscrizione.

Negli ultimi anni, per esempio, i rendimenti dei titoli di Stato a breve termine sono stati pressoché nulli e i margini di profitto minimi.

Rendimento lordo e netto dei BOT

Il rendimento dei BOT deriva dallo scarto di emissione: questo significa che la remunerazione ottenuta non dipende dalla ricezione di cedole periodiche, ma dalla differenza tra il valore nominale incassato a scadenza e il capitale investito.

Bisogna però considerare anche la modalità con cui si sono acquistati i BOT, perché anche da questa dipende il calcolo del loro rendimento.

Quando i titoli vengono acquistati sul mercato secondario, infatti, si considera come capitale investito il prezzo di acquisto e non quello di emissione, e si prende in considerazione anche la vita residua del titolo.

Il rendimento, inoltre, viene erogato lordo. Quindi, per calcolare il guadagno netto, bisogna tenere a mente eventuali commissioni e l’imposta sostitutiva.

Investire in BOT comporta dei rischi?

Come ripeto sempre, non esistono investimenti totalmente al riparo da rischi. Sicuramente è possibile scegliere prodotti con un rischio più basso, ma pensare di investire con l’assoluta certezza di ottenere un ritorno economico sicuro è pura utopia!

Per quanto si tratti di strumenti considerati sicuri, anche i BOT hanno la loro quota di rischio, dovuta principalmente alle fluttuazioni dei tassi di interesse.

Se questi infatti salgono, il rendimento dei BOT potrebbe risultare meno competitivo rispetto ad altri tipi di investimenti.

Un altro aspetto da considerare è la durata limitata dei BOT, che li rende particolarmente sensibili alle variazioni economiche a breve termine, oltre all’inflazione, che può erodere nel tempo il potere d’acquisto del rendimento generato.

Investire in BOT conviene?

Tutto dipende dalle tue esigenze e dal tuo profilo di rischio: di sicuro, destinare una parte del portafoglio ai BOT può essere un’opzione da prendere in considerazione.

Possiamo valutare insieme la tua situazione: richiedi una consulenza gratuita e inizia a progettare il tuo futuro.