Valore A Rischio O Value Risk

Alzi la mano chi vorrebbe maggiori certezze quando investe i propri risparmi. Piacerebbe a tutti, non ho dubbi. Ma se è vero che non esiste un investimento sicuro al 100%, è comunque possibile stimarne il rischio. Il valore a rischio, o Value at Risk (VaR), è una metrica finanziaria utilizzata proprio per misurare l’ammontare della potenziale perdita di un portafoglio di investimenti in un determinato periodo di tempo. E questo ci aiuta non poco.

Dunque, il Value at Risk consente di controllare il livello di esposizione al rischio e fornisce una statistica attendibile della probabilità di perdere più di un determinato importo in un portafoglio specifico. In pratica, possiamo stimare la perdita massima in uno scenario negativo ed essere pronti ad affrontarla.

Ma come si calcola, cos’è esattamente? E come funziona questa tecnica di misurazione che stima il rischio di un investimento? È quello che stiamo per scoprire insieme.

Cos’è il valore a rischio

Il valore a rischio è una metrica finanziaria che stima, appunto, il rischio di un investimento di un portafoglio o di un’entità, come un fondo o una società. In pratica, corrisponde all’importo massimo che si prevede di perdere in un dato orizzonte temporale.

Dunque, il Value at Risk viene utilizzato per misurare e controllare il livello complessivo di esposizione al rischio. Quando disponibile, gli investitori possono usarlo anche per prendere decisioni d’investimento migliori e sviluppare una pianificazione finanziaria più consapevole ed efficace.

Una delle metriche per valutare il rischio più conosciuta nel mercato dei titoli è senza dubbio la volatilità: un indicatore che esprime l’incertezza, o variabilità, del rendimento di un’attività finanziaria.

Tuttavia, per gli investitori la preoccupazione maggiore riguarda le probabilità di perdere denaro, che è poi la premessa su cui si basa il valore a rischio. Infatti, quest’ultimo non si limita a misurare l’incertezza dei futuri movimenti del prezzo di un bene o di una attività finanziaria, come espresso dalla volatilità, ma la probabilità di una perdita.

Ergo, determinando il potenziale di perdita e la probabilità che si verifichi, il calcolo del valore a rischio offre uno sguardo sullo scenario peggiore a cui un investimento potrebbe portare. Perciò, implica la necessità di considerare l’ammontare della perdita potenziale, la probabilità che accada e un periodo di tempo specifico. Ne consegue che le variabili in gioco nel calcolo del valore a rischio sono:

  • importo specificato della perdita di valore o percentuale;
  • periodo di tempo durante il quale viene valutato il rischio;
  • intervallo di confidenza che accompagna la stima presunta dai dati osservati. Dove, per uno specifico campione di dati, l’utilizzo di un livello di confidenza più elevato genera un intervallo più ampio e meno preciso.

Ricapitolando, il valore a rischio è una metrica necessaria per calcolare le potenziali perdite di un investimento e viene utilizzata dagli investitori allo scopo di proteggersi dagli scenari peggiori. Ma può essere applicata dalle banche anche per misurare l’affidabilità di un cliente, ecc.

Come calcolare il valore a rischio

Il bisogno di poter misurare la massima perdita potenziale delle posizioni prese sul mercato dai propri investimenti finanziari ha portato allo sviluppo di numerosi modelli di calcolo del valore a rischio (Value at Risk). Ma quando parliamo di rischi correlati alle attività finanziarie, sono almeno 6 quelli che possiamo prendere in considerazione:

  • Delta risk – esprime la sensitività alle variazioni nel prezzo di un asset.
  • Gamma risk – esprime il tasso di variazione del delta dell’opzione per il movimento di 1 punto nel prezzo dell’asset sottostante. Dunque, si riferisce al rischio di second’ordine e stima la variazione del rischio direzionale di un’opzione riferito alla variabilità del prezzo delle azioni.
  • Vega Risk (rischio di volatilità) – correlato alla variazione della volatilità di un’attività.
  • Decay risk (rischio Theta) – esprime il rischio connesso al trascorrere del tempo.
  • Base risk (rischio di correlazione) – esprime la sensibilità alle variazioni di prezzo di uno strumento di hedging (strumenti di copertura per proteggersi dai rischi legati a un altro investimento).
  • Rate risk (rischio Rho) – indica la sensibilità alle variazioni dei tassi di interesse a cui sono soggetti la maggior parte degli strumenti finanziari.

Certo, stiamo entrando nel merito di tecnicismi che rendono tutto più complesso. Ma a noi torna utile sapere che esistono, per comprendere quanto sia interessante calcolare una metrica probabilistica come il valore a rischio e le potenziali variabili in gioco.

Metodi per calcolare il Value at Risk

Compreso che il rischio è intrinseco in qualsiasi strumento finanziario, e che può essere considerato attraverso diversi fattori, è bene sapere che esistono almeno 3 metodi principali per calcolare il valore a rischio.

Simulazione storica

La simulazione storica è il modo più semplice per calcolare il Value at Risk. Questo metodo riorganizza semplicemente i rendimenti storici effettivi, ordinandoli dal peggiore al migliore.

Quindi, dal punto di vista del rischio, presuppone che la storia si ripeterà. Ne consegue che presenta lo svantaggio di esprimere con maggiore lentezza i mutevoli ambienti di mercato.

Metodo varianza-covarianza

Conosciuto anche come approccio parametrico, questo metodo presuppone che profitti e perdite siano distribuiti in modo uniforme. Ovvero, abbiano una distribuzione normale. È simile al metodo storico, ma permette di creare un grafico di distribuzione a campana (curva gaussiana), il quale è strutturato con:

  • rendimenti/perdite (alle ascisse);
  • frequenze in cui si sono verificati rendimenti e perdite (alle ordinate).

Dunque, il metodo varianza-covarianza consente di avere una panoramica chiara del rendimento più probabile di un’attività. Tuttavia, presenta lo svantaggio di non considerare l’incidenza di fattori esterni, come l’incremento della volatilità dei prezzi. Perciò, potrebbe risultare meno realistico.

Simulazione Monte Carlo

La simulazione Monte Carlo è un approccio non parametrico, utile per prevedere lo sviluppo dei rendimenti futuri del prezzo delle azioni. Ma non solo, anche per eseguire simulazioni ipotetiche basate sulle reazioni del portafoglio in un elevato numero di scenari possibili.

Dunque, il valore a rischio viene calcolato creando in modo casuale una serie di scenari con tassi futuri, utilizzando modelli di pricing non lineari, per stimare la variazione di valore in ogni scenario. È un modello flessibile, perché permette di calcolare il VaR in base alle probabilità che si verifichino le peggiori perdite, rivelandone anche l’impatto. Ma quando è necessario agire sui rischi in real time, risulta troppo lento e laborioso.

Ognuno di questi approcci ha i propri presupposti e calcoli, oltre a vantaggi e svantaggi che riguardano complessità, velocità di calcolo, applicabilità a determinati strumenti finanziari e altri numerosi fattori. In ogni caso, il vantaggio principale di saper calcolare il valore a rischio risiede nell’avere una metrica applicabile a tutte le tipologie di investimento: mercato azionario e obbligazionario, derivati e valute.

Calcolare il valore a rischio per acquisire maggiore consapevolezza e agire per tempo

Il valore a rischio è una metrica finanziaria ampiamente utilizzata per stimare il rischio di un investimento o di un’entità. Molte istituzioni finanziarie utilizzano questa metrica per valutare il rischio complessivo dei propri portafogli (o dei loro clienti).

Esistono diversi metodi per calcolare il VaR, tuttavia, questa varietà di opzioni nel calcolo può creare una mancanza di rischio calcolato quando si tratta di periodi di bassa volatilità o di fronte a eventi definiti come “cigno nero” (situazioni impossibili da prevedere e persino da immaginare).

Sappiamo che le dinamiche del mercato finanziario non dipendono da noi, ma con gli strumenti giusti e il supporto di un consulente esperto possiamo fare scelte vantaggiose per tutelare il nostro portafoglio d’investimenti. Servono consapevolezza e coerenza, ma puoi svilupparle solo attraverso una buona educazione finanziaria. In questo modo, sai sempre cosa aspettarti, sei cosciente dei rischi e puoi evitare i pericoli.

Un consulente finanziario esperto saprà consigliarti le strategie e gli strumenti adeguati a raggiungere i tuoi scopi in base al contesto che il mercato finanziario può esprimere in un determinato momento. Contattami senza impegno e richiedi una consulenza gratuita. Insieme possiamo analizzare la tua situazione patrimoniale e pianificare le azioni migliori per proteggere e valorizzare i tuoi risparmi.