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Che cosa sono i Green Bond?

Il green bond non è nient’altro che un’obbligazione, un titolo di debito associato al finanziamento di progetti che hanno ricadute in termini ambientali. In Italia la prima obbligazione verde è stata lanciata nel 2014, un decennale da 500 milioni di euro. Il primo green bond del mondo è stato invece emesso sul mercato dalla Bei (Banca Europea per gli investimenti) nel 2007.

Caratteristiche dei Green Bond

Sono quattro le principali caratteristiche che differenziano i green bond dalle obbligazioni tradizionali: selezione del progetto da finanziare o rifinanziare; i proventi devono essere vincolati al progetto selezionato e il denaro deve essere depositato su conto vincolato o trasferito in un portafoglio specifico o comunque tracciato dall’emittente; deve essere realizzata almeno (una volta all’anno) una rendicontazione dell’utilizzo dei proventi indicando i progetti per cui vengono utilizzati; ci deve essere la second opinion, ovvero un revisore esterno deve certificare documenti e obiettivi.

A indicare le caratteristiche dei green bond a livello internazionale è stata Icma, l’associazione internazionale dei mercati di capitali: i Green Bond Principles sono appunto le caratteristiche individuate affinché un’obbligazione possa essere definita green. È un’autoregolamentazione che si sono dati i mercati e non vi sono sanzioni. La sanzione la dà il mercato: l’emittente di un green bond deve rispettare i principi Icma negli anni successivi l’emissione; in caso contrario avrà una ricaduta in termini reputazionali che potrebbe danneggiare l’azienda .

Tra passato e futuro

Le prime obbligazioni verdi sono state emesse da organismi sovranazionali (Bei appunto). Poi sono arrivate le emissioni corporate in tutto il mondo. Il primo green bond di Stato è stato emesso da un paese europeo: la Polonia nel dicembre 2016 ha lanciato un’obbligazione verde da 750 milioni di euro. Ma è stata la Francia, un mese dopo, a entrare in modo pesante sul mercato con un Oat (il titolo di Stato transalpino) che doveva essere inizialmente di 7 miliardi di euro; la richiesta degli investitori istituzionali è stata tale che il programma di emissioni è stato esteso fino ad arrivare a 22 miliardi. Poi hanno emesso titoli di Stato green anche Irlanda, Belgio e Olanda. Ora si attendono Germania e Italia (in arrivo il “Btp verde” entro il mese di dicembre).