Successione D’azienda

Difficile pensarci finché non ne siamo costretti, ma a quel punto potrebbe essere troppo tardi. La successione d’azienda rappresenta l’evento attraverso il quale avviene il trasferimento dei rapporti giuridici, attivi e passivi, dall’imprenditore agli eredi. Ma se questi ultimi non volessero saperne o non fossero in grado di gestire l’impresa? E se non ci fossero dei successibili? Cosa ne sarebbe della tua creatura?

Il passaggio generazionale rappresenta per le imprese uno dei momenti più delicati nel loro processo di crescita. Affrontarlo, sia dal punto vista giuridico che finanziario, può portare a diverse criticità e contenziosi. In mancanza di un approccio prospettico adeguato, e senza l’adozione di strumenti idonei, il ricambio generazionale riesce a mettere in pericolo persino il futuro di imprese ritenute solide. È un processo sempre molto critico.

Tuttavia, non è poi così raro che l’imprenditore si trovi nella situazione dove non abbia eredi a cui poter lasciare il patrimonio costruito con tanto sacrificio e passione. In questo approfondimento specifico, facciamo un po’ di chiarezza sulle diverse dinamiche successorie in mancanza di eredi.

Successione d’azienda senza eredi: cosa dice la legge

La legislazione che disciplina le dinamiche di successione d’azienda in mancanza di eredi è racchiusa nell’art. 586 del c.c. In particolare, nel caso siano assenti altri successibili, lo Stato viene indicato come ultimo degli eredi legittimi. Dunque, quest’ultimo acquisisce di diritto le eredità vacanti, senza bisogno di accettazione o possibilità di rinuncia.

Allo stesso modo, lo Stato non è tenuto a rispondere dei debiti ereditari e dei legati, nel caso superino il valore dei beni acquisiti. Siamo dunque ben lontani dalle procedure previste nel normale regime ereditario.

Quindi, in assenza di eredi, in tutti quei casi in cui non sia possibile procedere a successione legittima o testamentaria, alla dipartita dell’imprenditore la successione d’azienda si trasforma in devoluzione allo Stato. Lo scopo è quello di evitare che un patrimonio rimanga privo di titolare. Ma non è tutto così lineare come può sembrare.

Successione d’azienda in assenza di successibili

Nella successione d’azienda in assenza di eredi è bene chiarire chi siano considerati come tali. L’art. 565 del c.c. individua come successibili: il coniuge, i discendenti, gli ascendenti, i collaterali, altri parenti e, infine, lo Stato.

Tuttavia, in mancanza di testamento, la cerchia degli eredi è da considerarsi tale per i parenti del de cuius solo fino al sesto grado (ex art. 572 del c.c.). Dunque, quando non vi è certezza dell’esistenza di eredi legittimi, la posizione dello Stato diviene prevalente, come previsto dall’art. 70 del c.c.:

Quando s’apre una successione alla quale sarebbe chiamata in tutto o in parte una persona di cui s’ignora l’esistenza, la successione è devoluta a coloro ai quali sarebbe spettata in mancanza della detta persona, salvo il diritto di rappresentazione.

Per chiarire, il diritto di rappresentazione è un istituto che consente il subentro dei discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente. Si applica nel momento in cui l’erede non possa, o non voglia, accettare l’eredità legittima, oppure se il testatore non abbia previsto nulla di diverso.

Successione in caso di giacenza ereditaria e di vacanza ereditaria

La situazione appena vista è riferibile all’ipotesi in cui la successione d’azienda risulti priva di eredi entro il sesto grado di parentela dell’imprenditore. Ma prima che il patrimonio sia devoluto allo Stato, è necessario vi sia la certezza dell’assenza di eredi. Oppure, che i successibili abbiano espresso la loro rinuncia all’eredità legittima.

Finché questi aspetti non saranno definiti, si procede alla giacenza ereditaria. Seppur complesso nei confini interpretativi, tale istituto prevede la nomina di uno o più soggetti in qualità di curatori dell’eredità giacente. Figure che predisporranno la salvaguardia del patrimonio aziendale fino a quando non sarà accertata la mancanza di chiamati entro il sesto grado. A quel punto, l’eredità diverrà vacante e sarà, successivamente, devoluta allo Stato.

L’imprenditore che si trova nella situazione in cui non ha eredi, oppure nessuno di questi sia intenzionato a subentrare e occuparsi dell’azienda, dovrebbe quindi agire con lungimiranza. Il possibile coinvolgimento di terze parti, come altri imprenditori o manager disposti a prendere la guida dell’azienda, nasconde insidie impegnative e richiede tempo.

Dare per scontato che i propri figli vorranno proseguire l’attività di famiglia è un errore da evitare. Le sorprese potrebbero essere molto amare. E si torna sempre al punto di partenza: è necessario pianificare con saggezza. Diversamente, la continuità aziendale rischia di venire a mancare e il patrimonio costruito con tanti sacrifici potrebbe essere liquidato dagli eredi o, in loro assenza o rinuncia, devoluto allo Stato.

Pianificare la successione d’azienda in mancanza di eredi

Quando una persona muore, si apre la successione mortis causa e, in particolare per le aziende, inizia una fase d’incertezza e criticità. Il patrimonio dell’imprenditore è vacante, poiché non si ha subito conferma che il primo chiamato all’eredità vorrà accettarla o rinunciarvi. Serve del tempo.

Dunque, per garantire continuità all’azienda, il ricambio generazionale deve essere pianificato in anticipo e, specialmente in ambito familiare, passare attraverso l’analisi di 3 fattori fondamentali:

  • verificare l’eventuale presenza di conflitti, sia potenziali che in essere, tra gli eredi;
  • accertare la reale volontà degli eredi di intraprendere il ruolo dell’imprenditore e portare avanti l’azienda;
  • verificare le competenze richieste agli eredi per governare l’azienda e, in loro mancanza, definire tempistiche e modalità per poterle acquisire.

Risulta quindi evidente che non è possibile garantire continuità all’azienda senza pianificare per tempo le azioni più efficaci in base ai diversi contesti che potrebbero manifestarsi. Soprattutto, quando gli eredi non vogliono gestire l’azienda o non sono in grado di farlo, perché privi delle conoscenze necessarie.

Senza eredi l’azienda rischia di scomparire alla morte dell’imprenditore e con essa i posti di lavoro che contribuiscono a mantenere altre famiglie. Niente dovrebbe essere lasciato al caso. Dunque, una gestione lungimirante del patrimonio dovrebbe prendere in considerazione anche l’imponderabile.

La successione ereditaria è un procedimento complesso, che richiede attenzione e particolari conoscenze. Esistono diversi strumenti che possono intervenire in tuo soccorso, come il trust o la donazione. Ma è necessario affidarsi a professionisti esperti, per capire quale sia la soluzione più idonea in relazione alla tua situazione.

Un consulente finanziario di comprovata esperienza può assisterti e aiutarti ad acquisire le informazioni necessarie per pianificare una successione d’azienda senza eredi e priva di rischi.

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